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Cellio

Ecomuseo del territorio e della cultura contadina della bassa Valsesia

Cellio antichi mestieriItinerari di visita

Le  frazioni, il cui elevato numero evidenzia la felice esposizione a sud del territorio di Cellio, conservano piccoli tesori sia per quanto concerne il valore artistico di certi oratori sia per la rilevanza architettonica di alcune costruzioni sopravvissute alle ristrutturazioni e al tempo.

  • Itinerario n.1

Dal sagrato della chiesa parrocchiale, dedicata a San Lorenzo, palcoscenico per i migliori artisti locali e luogo di raccolta di capolavori piccoli e grandi, lungo la scalinata, ci si inoltra sul sentiero che conduce alla frazione Carega.

A Carega, la frazione più grande e popolata di Cellio, che ha dato i natali ai pittori Rastelli e Velatta, ci si imbatte nella chiesa di San Madonna sull'Oro AlleraMatteo, dotata di un inconsueto sagrato con fontana e di due coccodrilli nel fregio della facciata.

Dalla località Tane si raggiunge la frazione di Allera con la piccola chiesa della Madonna dell'Oro, costruita nel 1686 da un pastore, la cui figlia cieca era stata miracolata dalla Madonna.

Ritornando si tocca Casaccia, e da qui volendo camminare si raggiunge Agarla.

 Per il ritorno si passa da Bosco, paese natale dei pittori Peracino, vegliato e attraverso un sentiero si raggiunge San Jacu Pitu, prezioso oratorio con affreschi quattrocenteschi la cui costruzione, si racconta, si deve a due coniugi di ritorno da un pellegrinaggio al Santuario spagnolo di Santiago di Compostela. San Jocu PituUn tempo questo oratorio segnava una tappa di quello che era il pellegrinaggio verso il Sacro Monte di Varallo. Nel 600 la chiesetta servì come lazzaretto durante la famosa peste, ricordata dal Manzoni.

Un comodo sentiero riporta a Mascherana dove si trova una piccola Chiesa dedicata a San Pietro, e quindi si arriva a Cellio.

  • Itinerario n. 2

Affacciato sulla piazza principale di Cellio, di fronte al municipio, è visitabile (previa prenotazione tel. 0163.49121) un piccolo museo che raccoglie antichi attrezzi, testimonianza di alcune attività lavorative ormai scomparse, come quella dei maestri bottai che lasciavano la Cellio antichi mestierivalle per recarsi all’estero o nelle valli piemontesi per realizzare i grandi tini e le botti di rovere o il “mulita” che girava di paese in paese. L'esposizione permanente conserva utensili di uso quotidiano per la lavorazione e la tessitura della canapa, per la lavorazione del latte, per la spremitura delle mele, una pagina aperta sulla storia e il passato di Cellio.

A fianco del municipio si imbocca la mulattiera che conduce, attraversoMacina la fraz. Viganallo, a Mulino Benvenuto, caratteristica abitazione in stile valsesiano con gli attrezzi per la battitura e macinazione della biada e del frumento.

Proseguendo, superato Mulino Medana, si raggiunge il bivio di Zagro,  la frazione con le tipiche fontane in sasso. Riscendendo ed inoltrandosi nei boschi di faggio si giunge alla frazione Rivaccia e quindi a Baltegora con la Chiesetta dedicata a Sant'Antonio.

Da qui, imboccando il sentiero, si raggiunge la frazione Cadarafagno di Breia e, attraverso un'agevole mulattiera, si ritorna a Cellio.

  • Itinerario n. 3

Partendo dalla frazione Cereto si arriva alla chiesetta di Sant’Antonio, Oratorio, uno scrigno di preziosi affreschi del XVI secolo  completamente restaurati.

Chiesa san MarcoLa strada prosegue verso Cosco con la splendida veduta delle frazioni ad est del capoluogo. Attraversato il piccolo abitato si incontra la chiesetta di San Marco, il cui portico protegge il fascino sottile di affreschi quattrocenteschi.

Proseguendo verso sinistra si arriva ad Agua. La Chiesa di Sant’Anna, posta al centro della frazione, conserva un quadro che raffigura la battaglia tra Valsesiani e Francesi del 1636. Da notare la vecchia casa del prete con il porticato in stile valsesiano, e le meridiane.

San Marco particolareUn sentiero all’uscita della frazione, conduce ad Arva, sbucando in prossimità della Chiesa di Sant’Andrea.

Proseguendo lungo la comunale, attraverso un secolare bosco di castagni si arriva al Campaccio.

Da qui un sentiero porta a Cà d’ Gian lungo un bosco ombroso con veduta sulle frazioni di Forcola, Maddalena, Mollie, Carega, Allera e Casaccia.

Da Cà d’Gian si giunge al poggio di Tairano, facilmente riconoscibile per le originali case con le torri. L'oartorio intitolato alla Madonna Ausiliatrice custodiva una preziosa statua in legno dorato della Madonna, ora conservata nella parrochiale.

Seguendo la provinciale si torna a Cellio.

  • Itinerario n. 4

Poco oltre il cimitero presso la Chiesetta di Sant'Antonio, un sentiero scende per il bosco verso il torrente Strona; attraversatolo sul ponte del "mulinac", si risale verso le frazioni di Sella e Culagna.

Da Sella si può proseguire verso Camo e Valduggia oppure Fronto o Valmonfredo.

A Valmonfredo, immerso in un castagneto c'è un piccolo oratorio chiamato Madonna della Gallina. La cinquecentesca chiesa parrochiale dedicata a San Gottardo conserva antichi affreschi esterni e la volta interna dipinta dal Peracino. 

Con un sentiero in mezz'ora si giunge a Merlera, la frazione più distante dal capoluogo. Caratteristiche le case in muratura di pietra con i tradizionali loggiati.

Poco lontano vi sono le due località di Orello e Orgianino. Un sentiero detto la "barca" collega Merlera con Zagro e Viganallo.

Viganallo, fino al 1945 era il centro industriale del paese. C'erano il pastificio "Ca Duf", la tintoria "alle Fole", la falegnameria "Cà d'Franciun", la calzoleria "Ca d'Brach", segherie, ombrellai, e la caratteristica "Uflata" (donna che produceva caramelle di mele).

Seguendo la provinciale si torna a Cellio.

Testi liberamente tratti da: "Cellio e la sua valle". Copyright "Pro Loco Valle Cellio" - Foto: sito web Comune di Cellio

 

 

San Marco particolareItinerari guidati (su prenotazione)

Ciascuna escursione prevede la presenza di una Guida turistica o Accompagnatore naturalistico accreditato. 

  • Lorenzo Peracino e i Sentieri dell'Arte

 

Per informazioni: Comunità montana Valsesia tel. 0163.51555
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