Rima
Proposte di visita al sito ecomuseale
I pannelli tematici del "Grande Sentiero Walser", posti sul territorio, offrono spunti di visita lungo il percorso sulle tracce del popolo walser, aiutando il visitatore nella lettura dei "segni" lasciati dai "colonizzatori della alte vette".
La Guida illustrata dell'Ecomuseo della Valsesia e la Mappa d'itinerario sono in distribuzione gratuita presso la sede dell'Ente e gli uffici turistici del territorio.
Itinerari di visita
I Walser di Rima
L’insediamento Walser nella valle di Rima (Val Sermenza o Valle Piccola) è sorto grazie allo spostamento di alcune famiglie di coloni provenienti dalla grande comunità di Pietre Gemelle - che comprendeva i territori di Riva Valdobbia e Alagna - intorno al XIV secolo (vedi pannello n. 5).
Come indica il pannello n. 7, posto al bivio del sentiero per il Colle Mud, ci troviamo di fronte ad un paese che rappresenta una importante via di comunicazione tra le colonie Walser: una rete di mulattiere e sentieri collegava Rima ad Alagna, attraverso il Colle Mud e la Valle Anzasca, attraverso il Piccolo Altare.
Nell’abitato più alto della Valsesia (1417 m.), vive ancora oggi l’antica arte decorativa del cosiddetto marmo artificiale (pannello n. 6), presso la “Casa del Marmo Artificiale", attraverso la quale è possibile riprodurre artificialmente, con l’uso della scagliola, il marmo naturale.
La storia di Rima è fortemente legata all’attività del marmo artificiale. Nella prima metà dell’Ottocento l’emigrazione coinvolse l’intera area valsesiana; diversamente dagli altri paesi, per cui esportare manovalanza significava sopravvivere, Rima seppe trasformare un’esigenza materiale in una ricchezza per la comunità. Ciò fu possibile grazie agli artisti del marmo artificiale (Della Vedova, De Toma, Axerio Piazza, Axerio Cilies, Viotti) che, valicando i confini locali, applicarono la loro arte in Francia, Germania, Austria, Svezia, Norvegia, Spagna, Serbia, Bulgaria, Ungheria, Romania, Russia e Nord Africa.
Il marmo artificiale, un’alchimia segreta di polvere di gesso e scagliola, abbatteva i costi di estrazione del marmo naturale e aveva il suo stesso impatto tattile e visivo, grazie alle numerose fasi di levigatura cui è sottoposto, alle sapienti miscele di colori e alla sua luce calda. In Italia i capolavori che testimoniano l’utilizzo di questa tecnica sono visibili, oltre che a Rima (chalet Ragozzi, albergo Alpino,
chiesa di San Giovanni Battista, oratorio di Sant’Anna), a Varallo (Villa Virginia), a Grignasco, Novara, Asti, Nizza Monferrato, Torino (chiesa di San Giovanni Evangelista), Moncalieri e Milano (Pinacoteca di Brera).
Dal 1998 l’amministrazione comunale ha avviato un progetto di rilancio di questa attività inaugurando la “Casa del Marmo Artificiale”, sede di una mostra permanente, di un Laboratorio-Bottega e di una foresteria destinata ad ospitare gli allievi dei corsi attivati negli ultimi anni dal maestro Silvio Della Vedova.
Dal 2004 l’Associazione Laboratorio del Marmo Artificiale di Rima opera restaurando le opere preesistenti, realizza nuovi lavori e progetta la costituzione di una cooperativa per l’istituzione di un marchio protetto di qualità.
L’impasto composto da acqua, gesso semidrato, colle animali e pigmenti naturali viene amalgamato su una tavola rivestita da un telo di iuta. Bagnato o a secco, a seconda della tecnica utilizzata, una volta addensato, il composto tende a spaccarsi e a formare delle insenature dentro le quali vengono inserite le tinte.
Le future venature del marmo possono assumere da un minimo di tre sottotinte per ciascun colore sino a un numero infinito di sfumature.
L’impasto viene lisciato con spatole di ferro e lucidato con sette pietre speciali fino ad ottenere trasparenze sorprendenti.
Per ottenere un metro quadro di marmo artificiale secondo la tecnica rimese occorrono fino a dodici ore di lavorazione, tuttavia il prodotto finito risulterà più leggero e “caldo” rispetto al marmo tradizionale.
Da non perdere, sopra l’abitato di Rima, il Museo Gipsoteca “Pietro Della Vedova”, che conserva splendide statue in gesso opera del l'omonimo scultore nativo di Rima e allievo di Vincenzo Vela. Uno dei più importanti scultori dell’Ottocento italiano.
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Itinerari guidati (su prenotazione)
Ciascuna escursione prevede la presenza di una Guida turistica o Accompagnatore naturalistico accreditato.
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L'abitato di Rima e il Marmo artificiale
Il percorso di visita ha il suo inizio con lo splendido Santuario della Madonna delle Grazie con l'affresco quattrocentesco raffigurante l'Incoronazione della Vergine, incorniciato dal prezioso altare ligneo secentesco.
La tappa successiva è la Chiesa Parrochiale di S. Giovanni Battista con fonte battesimale di fine cinquecento, le importanti testimonianze di scultura lignea secentesca e le decorazioni in marmo artificiale.
L'itinerario prosegue nel cuore del centro storico del paese dove è possibile ammirare quattro straordinari esempi architettonici che testimoniano lo stanziamento della metà del XIV secolo della colonizzazione walser.
Dietro al paese, immersa nel bosco, troviamo la Gipsoteca che custodisce le statue in gesso di uno dei più importanti scultori dell'Ottocento: Pietro Della Vedova, nativo di Rima.
Prima di arrivare a scoprire i segreti del Marmo Artificiale, la mostra fotografica sulla storia e tradizione del costume tipico di Rima ci permette di cogliere lo spirito di questa comunità attraverso una preziosa raccolta di immagini d'epoca.
Punto d'arrivo dell'escursione guidata ed elemento trainante dell'intero sito ecomuseale è la Casa Laboratorio del Marmo Artificiale di Rima. Qui è èpossibile vedere all'opera gli artigiani, custodi della preziosa tecnica, che ha costituito fin dall'Ottocento l' "Oro di Rima", e vsitare l'annesso museo.
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La vita negli alpeggi
Il territorio alto di Rima testimonia l'amore dei rimesi per i loro alpeggi. L'itinerio guidato si snoda attraverso parte del territorio del Parco Naturale Alta Valsesia, toccando gli alpeggi di Lanciole di Sotto e di Sopra, Lavazei, Brusiccia, Vallezoo, le Antiche Dimore, sorprendenti reperti megalitici di incerta origine, e Vallè di sotto, dove su un grande masso troviamo incise coppelle ed impronte piediformi.
Questo itinerario permette di osservare la maestria con cui le popolazioni locali lavoravano la pietra e come le fortune conosciute con il Marmo artificiale si siano trasformate in nuove strade e nuove ed eleganti abitazioni.
Durante la visita sarà possibile degustare i prodotti tipici dei pastori e consumare una gustosa merenda.

