Rimasco
I Walser di Rimasco
La parte media della Val d'Egua, oggi in Comune di Rimasco, venne colonizzata nella seconda metà del XIV secolo da nuclei walser provenienti da Rimella e Alagna.
Nel 1387 è documentato come "abitante a Campo Ragozzi" "Pietro Aymoneto di Rimella" che vendeva i propri beni "in territorio vallis Aygue" (Egua) a coloni rimesi di provenienza alagnese.
Nel 1395, in una procura di due coloni walser che abitano nella valle di Rima, si dichiarava "abitante della Valle Egua" un altro colono proveniente da Pietre Gemelle (Alagna).
L'analisi del flusso migratorio a sud del Monte Rosa evidenzia che nelle alte valli le colonie di fondazione precoce (1250-1300) erano esclusivamente di origine walser (Rimella, Alagna). Questo gruppo di colonie mantenne inalterato nel tempo la sua appartenenza etnica.
Ove invece la migrazione fu tardiva (1385-1420), come nelle valli Egua e Sermenza, i coloni walser trovarono la competizione dei coloni latini e si determinarono le condizioni per una sovrapposizione di etnie.
In alta Val d'Egua, ove i coloni walser non riuscirono a occupare tutti gli spazi utili, si determinò, con il richiamo di altri coloni dalla bassa valle, nella seconda metà del Cinquecento la latinizzazione definitiva.
Itinerari guidati (su prenotazione)
Ciascuna escursione prevede la presenza di una Guida turistica o Accompagnatore naturalistico accreditato.
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Le terre dei fondatori - Variante "Pie di Rosso"
Da Campo Ragozzi (Ponte) si imbocca la vecchia mulattiera pianeggiante in direzione Carcoforo che segue il corso del torrente Egua.
Lungo il percorso si incontrano i resti di un'antica segheria ad acqua e si attraversano zone boschive, in luogo degli antichi pascoli e coltivi.
Si giunge alla frazione Piè di Rosso, antico insediamento walser:qui i documenti di inizio ‘500 indicano la presenza dei discendenti (famiglia Manetta) di Zanolo, proveniente da Pietre Gemelle fin dalla fine del ‘300.
Il piccolo insediamento comprende quattro case, di cui un edificio la cui porzione lignea testimonia delle abitazioni costruite dai primi coloni walser che trasformarono le stazioni inferiori degli alpeggi in insediamenti permanenti e una cappella cinquecentesca (1527).
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Dorca, i Walser di Rimasco
Partenza da località Sotto il Montù (Rimasco) con una bellissima mulattiera che in 45 minuti porta alla località Dorca a quota 1253 m (dislivello: 300 m circa).
La località custodisce, anche se in precarie condizioni, una bellissima torba walser del sedicesimo secolo a testimonianza della antica presenza del popolo walser.
La località è di origine molto antica, forse antecedente il XIII secolo, alcuni studiosi ipotizzano addirittura che i primi abitanti fossero Celti, tesi avvalorata sia dai ritrovamenti di incisioni rupestri con croci e coppelle, sia da una tradizione orale che tramanda il ricordo di come i defunti venissero trasportati per essere sepolti nel cimitero situato all'Alpe Seccio in Val Cavaione, nel territorio di Boccioleto.
L'alpeggio di proprietà della Mensa Vescovile di Novara, storicamente
documentato fin dai primi anni del XIV secolo, divenne poi un centro abitato permanente, forse fondato da alcuni coloni walser provenienti da Rimella o da Alagna.
Testimonianza dell'antichità del luogo, come ricordato anche da una targa che riporta la data del 1276, è una tipica abitazione costruita con pilastri di pietra su cui poggiano le travi di legno, di chiara matrice architettonica walser.
Oltre alla chiesa, sulla quale compare un'iscrizione risalente al 1650, e ad alcuni affreschi con motivi religiosi sulle pareti esterne di alcune abitazioni, sono degni di nota una raffigurazione del Sole delle Alpi e la fontana, risalente al XX secolo, dalla quale sgorga un'acqua con caratteristiche simili a quella di Fiuggi, secondo i risultati delle analisi effettuate dall'Istituto di Chimica della Regia Università di Pavia nel 1939.
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Le terre dei fondatori - Variante Campo Ragozzi - Sul Sasso
Dal ponte di Campo Ragozzi si imbocca la mulattiera che conduce all'abitato dell'omonima frazione, primo insedimaneto walser di Rimasco.
Uscendo dalla frazione si prosegue fino alla panoramica e soleggiata frazione Sul Sasso, stabilmente abitata fino agli anni '70.
Si continua a passeggiare a mezza costa per rientrare a Campo Ragozzi con un percorso ad anello lungo la Valle del Portile, passando per l'Alpeggio Preisa.
Da qui si può raggiungere in circa 10 minuti la Pro Grossa o Sasso della Fata, luogo di ambientazione di un'antica leggenda.
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La Valle del Lampone: gli antichi alpeggi, la flora e la fauna
Dalla cappelletta di Sant'Agata, poco prima di Ferrate, si imbocca il sentiero che conduce, superando la frazione Cà Forgotti e Oro Inferiore, ora semi diroccata, alla frazione Oro Superiore.
Di qui si può raggiungere l'Alpe Sellaccia in punto panoramico e proseguire verso gli alpeggi, oggi non più praticati, di Sasso Piaggiogna e Ca' Scivere.
Un ultimo tratto di sentiero porta all'Alpe Lampone, posto in posizione panoramica.

