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Rimella

Proposte di visita al sito ecomuseale

I pannelli tematici del "Grande Sentiero Walser", posti sul territorio, offrono spunti di visita lungo il percorso sulle tracce del popolo walser, aiutando il visitatore nella lettura dei "segni" lasciati dai "colonizzatori della alte vette".

La Guida illustrata dell'Ecomuseo della Valsesia e la Mappa d'itinerario sono in distribuzione gratuita presso la sede dell'Ente e gli uffici turistici del territorio.

 

 

 

San Gottardo porta particolareItinerari di visita

I Walser di Rimella


Rimella è la più antica e documentata colonia Walser della Valsesia. I luoghi: "…Alpe que nominatur Rimella …et Alpis que nominatur Rotundum…" erano già noti fin dall'XI secolo come terre di proprietà del Capitolo di San Giulio d'Orta.

I Canonici, nel 1255, diedero questi alpeggi in affitto ereditario e perpetuo a due capifamiglia provenienti dal vallese e, nel 1256, ad altri 11 coloni provenienti da Saas, Visp e dal Sempione. A questi terreni venne aggiunta un'altra parte dell'Alpe Rotondo, di proprietà del Monastero di San Graciniano di Arona. La concessione venne divisa in 12 quote famigliari con la comunione dei pascoli, delle foreste e delle acque e con la concessione del perpetuo diritto di abitare, fabbricare case e mulini, tagliare i boschi e trarre con qualunque mezzo i prodotti della terra.

 Il primo pannello esplicativo (n. 1) è posizionato in località S. Antonio di Rimella (m. 1.151) dove ha inizio il sentiero diretto alla colma della Dorchetta (Backfurku), oggi frequentato solo da escursionisti ma che per secoli ha rappresentato una delle principali vie di comunicazione tra la Valsesia e la Val Anzasca. Frazione S. AntonioÈ dunque molto probabile che i primi Walser giunti nel vallone di Rimella, nella metà del '200, passarono da qui.

Il secondo pannello (n. 2), posizionato nella piazza di Rimella - in frazione Chiesa (m. 1176) - invita a scoprire le testimonianze che i Walser hanno lasciato in questo piccolo gioiello alpino.

La maggior parte di esse è raccolta nella sede dell’Ecomuseo, l’edificio settecentesco noto come “Casa Eredi Vasina”, sito nel centro della ben conservata frazione Sella, attualmente ancora in fase di allestimento, che ospiterà l'Archivio e il Centro di documentazione Internazionale del Walser.

All’interno dell’abitazione, che rappresenta un raro e perfetto esempio dell’architettura tipica Walser dell’epoca, si snoda un percorso conoscitivo che spazia dalla storia e le origini della colonizzazione Walser sul territorio rimellese sino alla vita della popolazione raccontata attraverso l’agricoltura, l’artigianato, il territorio, la cucina, le arti, i mestieri e il costume.

Da non perdere la visita al Museo G.B. Filippa, singolare esempio di collezione di stampo illuminista donata al paese, a metà ‘800, da un rimellese emigrato. Museo Filippa

Giovanni Battista Filippa nacque nel 1778 a Rimella e dal 1807 al 1811 prestò servizio militare partecipando alla guerra napoleonica in Spagna. Al suo congedo rientrò in Valle e nel 1836 donò alla comunità rimellese una curiosa collezione di “antichità e cose rare” raccolte nei suoi anni vissuti all’estero.

Il materiale si suddivide principalmente nella sezione “oggetti”, in cui si trovano armi, medaglie, monete, quadri, stampe e suppellettili varie e nell’area riservata ai “documenti”, tra cui spiccano antiche pergamene, libri rari e cataloghi.

Il Museo è dotato anche di un’area multimediale dov’è possibile usufruire di attrezzature informatiche e visionare documentari e diverso materiale audiovisivo.

Il terzo pannello (n. 3), posizionato nei pressi della frazione di S. Gottardo (m 1.329), ha per tema i prati, i pascoli e gli alpeggi. Frazione S. Gottardo

Confortati dalla visione del grandioso paesaggio naturale che circonda questo sito, modellato ad arte dal secolare lavoro dei coloni walser, apprendiamo che la vita di questo pastore – contadino, è regolata dai tempi della montagna e da spostamenti stagionali.

Le donne ed i bambini partecipano alla vita agro-pastorale conducendo il bestiame agli alpeggi, essendo gli uomini altresì impegnati nelle corvè e nelle costruzioni di abitazioni e mulattiere.

Altri capo famiglia, poi, erano assenti perché nel periodo estivo emigravano all’estero per lavorare come muratori, falegnami e peltrai. PastoriziaLa crescita dell’erba, però, segna anche lo spostamento del pastore all’alpeggio, che, con il bestiame, si trasferisce in semplici abitazioni in pietra (spesso su un giaciglio di paglia) dove si dedica alla produzione di latte, burro e formaggi ed alla manutenzione di guadi e sentieri.

All’inizio dell’estate si raggiunge l’alpeggio più basso e man mano ci si sposta verso quelli situati ad altitudini superiori, per rientrare al villaggio alla fine dell’estate.

Percorrendo i sentieri ecomuseali di Rimella è possibile assistere alla lavorazione del latte ed acquistarne i prodotti derivati.

Il pannello n. 4, posto in frazione Prati (m 1.218), illustra il villaggio Walser. L'insediamento Walser, costituito da frazioni sparse al riparo da valanghe e alluvioni, ha il suo fulcro centrale nell’oratorio, nel forno comune, nella fontana pubblica e, talvolta, nella presenza di un mulino. Casa walser S. Gottardo

Le case sono costruite con il legno di larice come tutte le baite Walser ma, a differenza di quelle di altri insediamenti valsesiani, le logge, pur mantenendo la funzione di fienile, sono chiuse.

Col passare del tempo e con il cambiare delle tecniche importate dagli emigranti rimellesi, la tipologia di gran parte delle abitazioni si è modificata: l’abitazione tradizionale è sempre più simile ad una grande casa a più piani.

Proverbiale, ed apprezzata ancora oggi, è l'abilità dei rimellesi nel costruire i tetti con la copertura in "beola", pesanti lastre di pietra disposte a squame di pesce.

 

 

Alpeggio

 

Itinerari guidati (su prenotazione)

Ciascuna escursione prevede la presenza di una Guida turistica o Accompagnatore naturalistico accreditato

  • La vita negli alpeggi

Il territorio di Rimella è stabilmente abitato da famiglie di pastori Muccache come un tempo praticano la transumanza dalle frazioni ai mezzalpi e agli alpeggi estivi.

In queste zone si nota ancora una particolare cura del territorio come lo sfalcio e l'ingrassatura dei pascoli per ottenere un foraggio più ricco per l'inverno.

La gente walser apre le proprie case per dare dimostrazione della preparazione del formaggio e mette a disposizione i prodotti del proprio lavoro: il latte, la panna, i formaggi e i salumi per un genuino e conviviale pranzo.

  • L'evoluzione del villaggio walser

Questo percorso, in parte all'interno del Parco Naturale Alta Valsesia, Casa Walserseguendo la valle del torrente Landwasser, permette di scoprire l'insediamento walser di Villa Inferiore con un raro esempio valsesiano di fienili su "funghi"; questa tipologia costruttiva permetteva di arieggiare e difendere dai roditori il foraggio.

 Le frazioni di Grondo, Roncaccio Superiore e Inferiore si raggiungono attraverso splendidi boschi di faggio e abete bianco abitati dai caprioli, mentre quelle di Pianello, Riva, S. Antonio e Sant'Anna permettono di scoprire l'evoluzione della tipologia edilizia rimellese.

  • I primi insediamenti walser

Percorso nelle terre del "Capitolo dei Canonici di S. Giulio d'Orta" dove nel 1255-1256 avvenne l'insediamento dei primi coloni walser della Valsesia: l'attuale San. Gottardo.

Alpe San Giorgio, Alpe Wan e Selletta, lungo il sentiero che collega Rimella con la colonia walser di campello Monti in valle Strona.

 Il percorso prosegue attraverso le frazioni Villa Superiore, Prati e Sella.Fraz. Sella

Per informazioni: Comunità Montana Valsesia 0163.51555

 

 

 

 

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