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(passi tratti dalla Tesi “Che cosa vuol dire “alfora”? Mantenimento lessicale e italianizzazione nei dialetti della Bassa Valsesia” di Marzia Golia 2002)

Le prime tracce di insediamenti umani in Valsesia risalgono al Neolitico; ne sono testimoni i ritrovamenti fatti nelle grotte del Monte Fenera. Furono ritrovati resti di case romane nel Medioevo, nel territorio oggi occupato da Borgosesia. Risalgono a 1000 anni fa le testimonianze scritte più antiche. Questa valle fu sotto la dominazione dei conti di Biandrate fino al XIII sec. In questo stesso periodo alcuni pastori vallesani si insediarono in alcune zone dell’alta valle e fondarono ad Al agna, Rima e Rimella le loro comunità Walser, con la loro tipica parlata alemannica, conservata a stento fino ad oggi.

Fino a questo momento la Valsesia era una terra con leggi unitarie e un unico governo. Dopo la dominazione dei Biandrate fu divisa in due: l’alta valle, il cui centro era Varallo, e la bassa valle, cui facevano capo Borgosesia e Valduggia. La sede del Podestà e del consiglio generale di governo era comunque Varallo. La Valsesia dipendeva direttamente dal Ducato di Milano, che, a causa della natura selvaggia della valle che non permetteva un’estensione dell’agricoltura, concesse dei “Privilegi”.

Questi consistevano nella facilitazione del commercio col Vercellese ed il Novarese (1415). Al cune battaglie e lotte interne mossero la quiete valsesiana di quegli anni. Con la dominazione napoleonica nel 1800 fu il fiume Sesia a dividere la valle per ben 14 anni. I “Privilegi” furono soppressi, così la valle si impoverì, cominciò l’emarginazione e l’emigrazione.Con la restaurazione i Savoia concessero delle facilitazioni ai valsesiani, ma non ripristinarono i “Privilegi”.

Nel 1819 Varallo assunse il titolo di città e la Valsesia quello di Provincia, ma poi tra il 1836 ed il 1844 la provincia di Valsesia fu soppressa prima temporaneamente, poi definitivamente nel 1859, quando divenne parte della provincia di Novara. Nel 1886 fu fatto il collegamento ferroviario che diede nuova forza all’economia valligiana ed al turismo; furono aperti molti alberghi; nel 1887 fu costruita la carrozzabile per Al agna, ma con la prima guerra mondiale l’interesse turistico per questa zona declinò e non avrà mai più uguali.

Nel 1926 la provincia di Novara cedette il territorio della Valsesia alla neonata provincia di Vercelli. Zona di forti scontri nella seconda guerra mondiale, la Valsesia fu terra di lotte e resistenza partigiana che portò i nazisti a devastare i paesi con incendi per scovare o punire i “ribelli”. Iniziò un’opera di ricostruzione nel secondo dopoguerra, non priva di sacrifici. Nacque il “Consiglio della Valle”, organismo amministrativo unico che riuniva tutti i comuni. Questo venne sostituito dall’attuale Comunità Montana.

La Comunità Montana della Valsesia è nata ufficialmente nel 1973 in ottemperanza alla legge nazionale sulla montagna n°1102 del 03/12/1971, ma già nel 1946 a Varallo si era costituito il “Consiglio della Valle”, prima esperienza in assoluto sul territorio nazionale di organismo di rappresentanza istituzionale di un area montana. Il Consiglio della Valle ha così anticipato di 25 anni, nella composizione dei Comuni Valsesiani e nei ruoli di rappresentanza e di servizio sul territorio, i caratteri del futuro Ente Comunità Montana.

Fondatore e primo Presidente del Consiglio della Valle è stato l’On. Giulio Pastore (poi Sindaco di Varallo dal 1951 al 1956). La sede del Consiglio della Valle sarà presso il Comune di Varallo fino al 1957. Sempre nel 1957 presso il palazzo dei musei viene inaugurata la “Bottega Permanente dell’Artigianato” istituita dalla Camera di Commercio di Vercelli.  

In parallelo al Consiglio della Valle viene costituito nel 1959 il “Consorzio di Bonifica montana del fiume Sesia” organismo operativo che garantirà in Valsesia la realizzazione di tutte le grandi opere pubbliche post belliche.Dal 1957 al 1964 la sede del Consiglio della Valle sarà presso l’Azienda di soggiorno e Turismo di Varallo, successivamente presso il Palazzo dei Musei sempre in Varallo.

Il nuovo Ente che erediterà il testimone dal Consiglio della Valle sarà la Comunità Montana Valsesia costituita nel 1973, ma diventerà operativa nel 1974 con sede nel Palazzo dei Musei in Varallo, Presidente è il Dr. Ing. Gianni Pastore.  

Nel 1975 l’attività del Consorzio di bonifica passerà alla Comunità Montana. Nel 1976 la sede della CM si colloca in Corso Roma sopra l’attuale bar Commercio, nel 1995 la sede definitiva diventa Villa Virginia. Il 13 aprile del 1975 viene approvato dal Consiglio della Comunità Montana Valsesia il primo Piano di sviluppo economico-sociale pluriennale, frutto di un accurata analisi della realtà territoriale Valsesiana che si è tradotta in importanti scelte strategiche e in impegni programmatico-operativi ancor oggi di grande attualità. Nel 1980 seguirà l’elaborazione del piano regolatore intercomunale nel rispetto della Legge Regionale n. 56 del 1977 “tutela ed uso del suolo”, questo piano regolatore viene sviluppato in parallelo allo schema del piano di sviluppo del costituendo comprensorio di Borgosesia che comprendeva tutta l’area Valsesiana e i Comuni di pianura a sud di Borgosesia.

Il più recente piano pluriennale è stato elaborato nel 1999 e approvato all’inizio del 2000.La storia e il ruolo istituzionale dell’Ente Comunità Montana è stata sicuramente influenzato dalle controverse vicende storiche dell’assetto delle autonomie locali a livello nazionale; in particolare alla fine degli anni 70, le discussioni sugli Enti intermedi fra Regione e Comuni, con l’ipotesi dei comprensori in sostituzione delle Province e poi la scelta di consolidare le Province e abbandonare i comprensori, hanno segnato profondamente il ruolo di tutte le Comunità Montane. Se consideriamo poi le carenze legislative sulla montagna e sui flussi di finanziamento a questi Enti, il quadro si è presentato assai critico, molte Comunità Montane hanno gettato la spugna, altre hanno ridotto il loro ruolo a semplice funzione di rappresentanza.

In questo quadro la Comunità Montana Valsesia si è sicuramente distinta con convinzione e caparbietà in una missione più ampia sul territorio: di “guida”, di coordinamento è ricerca dell’unità dei Comuni nell’azione complessiva e nell’erogazione di servizi importanti che le difficoltà e la frammentazione del territorio rendevano e rendono tuttora critici.

 

 

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